Maria Teresa Collica : Quando la cicala si riscopre formica.


Nessuno ha mai sostenuto che la responsabilità del complesso dei debiti del comune di #BarcellonaPozzodiGotto sia interamente dell’amministrazione Materia, né che le condizioni economiche dell’ente durante l’amministrazione #Collica fossero floride.

Detto ciò, tuttavia, è altrettanto incontrovertibile che la situazione economica del comune alla fine della mia amministrazione era certamente migliore di come l’avessimo trovata: da ente strutturalmente deficitario e con il patto di stabilità ripetutamente sforato, il comune ha chiuso il bilancio nel 2015 col superamento delle suddette condizioni.

Ciò ha consentito non solo di evitare ulteriori sanzioni da parte dello Stato, ma anche di poter stipulare mutui (ad esempio quelli oggi attivati per il credito sportivo).

Si è arrivati a questo risultato con una serie di azioni avviate sin dall’insediamento della mia giunta. Intanto con i tagli agli sprechi, come la riduzione degli affitti (a partire da quello più inopportuno, a favore della Dibeca, per proseguire con quelli di diversi edifici adibiti a scuole).

Ma anche con il taglio dei rimborsi per l’uso dell’auto personale per attività comunali (pratica sostituita con l’impiego di mezzi confiscati alla mafia o già del comune); ovvero con l’utilizzo di risorse interne all’ente per attività che venivano puntualmente affidate all’esterno.

Più consistente è stato poi l’intervento volto al recupero dell’evasione dei tributi, in particolare di quella totale (nell’ottica del pagare tutti-pagare meno), con l’incarico ad una ditta specializzata.
Scelta più volte criticata dall’attuale sindaco, salvo poi rinnovare di recente l’incarico alla stessa ditta, una volta resosi conto di aver potuto pareggiare il bilancio in questi anni solo grazie a questo ausilio (sono stati garantiti accertamenti per oltre 5.500.000 di ici-Imu e altrettanti di tarsu; peccato però che poi il disavanzo firmato #Materia nel 2017 sia stato di 5.500.000 euro).

E vorrei anche ricordare l’impegno profuso per il completamento delle pratiche necessarie per ottenere il pagamento delle ditte che avevano ripulito la città dopo l’alluvione del 2011, per ben 11 MILIONI di euro.

Lavoro che ha impegnato tutti i tecnici del comune per un intero anno e che ha consentito – questo sì – di non mandare immediatamente in dissesto il Comune. A fronte di queste iniziative non si capisce invece cosa abbia fatto l’amministrazione attuale in questa direzione.

Mi scuserete se trovo davvero risibile la tesi del sindaco di non avere avuto contezza della situazione, complici dirigenti reticenti.

Peccato che la corrispondenza di questi anni (già dal 2015) con la dirigente al ramo, oltre che con la Corte dei Conti, lasci intendere il contrario, così come pure le numerose interrogazioni dei consiglieri di opposizione allarmati davanti a certe voci del bilancio, come ad esempio i costi della gestione interna del teatro Mandanici, i cui successi sono stati pagati a caro prezzo da tutti i cittadini (per un solo anno sono stati superati i 300.000 euro).

Per non parlare dei costi derivati dal mancato rinnovo del contratto di illuminazione, pur se sollecitato a più riprese, arrivati ad oltre 2.500.000 di euro, o ancora dell’utilizzo del fondo di riserva solo per spese voluttuarie.

Negli ultimi tempi in verità il sindaco ha espresso il rammarico di non avere attivato già nel 2015 il piano di riequilibrio, lasciando intendere che la situazione gli fosse già chiara allora.
A questo punto però diventerebbe ancora più inspiegabile il perché in tre anni non abbia fatto nulla per migliorare le condizioni economiche del comune e abbia al contrario continuato a fare promesse a destra e a manca in senso opposto.
Per tutti questi motivi, di fronte alla richiesta del fondo di rotazione per far fronte alla grave situazione finanziaria, aleggia molta sfiducia.

A preoccupare non sono solo le pesanti conseguenze che il nostro comune sarà costretto a subire per i prossimi 20 ANNI, ma l’uso che se ne farà.

Insomma, è evidente che l’interesse di questa amministrazione sia solo quello di continuare a vivacchiare e di lasciare invece a chi verrà dopo tutta la patata bollente.
Ecco perché per riuscire nell’impresa mi sarei aspettata un atteggiamento totalmente diverso da parte degli amministratori: coinvolgente, realmente umile, collaborativo.

Oltre ad un gesto semplice e chiaro come la riduzione immediata delle indennità della giunta, che sarebbe stata la base da cui partire nel momento in cui si chiedono massimi sacrifici ai cittadini per i prossimi vent’anni.

E invece solo oggi arriva la proposta di una riduzione del 15%, che appare tardiva e insufficiente.
Per il resto la solita arroganza, la mistificazione e il malsano tentativo di far apparire le cose meno gravi di quello che sono realmente.
Buona fortuna Barcellona!


Dal 2006 faccio parte del Movimento Civico Città Aperta.

Le modalità di confronto e partecipazione proprie del Movimento mi hanno permesso di crescere politicamente grazie ai continui contatti con le diverse realtà attive sul territorio e con i bisogni espressi e inespressi della cittadinanza.

Il 22 maggio 2012 sono stata eletta Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, la mia attività amministrativa si è interrotta bruscamente dopo due anni e 9 mesi per volere di 21 Consiglieri Comunali che hanno deciso di arrestare un processo di cambiamento e rinnovamento.

Adesso sono nuovamente in azione per proseguire il percorso iniziato e portare avanti il lavoro avviato.